Santa Oriana martire
Nei libri di storia eventuali del prossimo secolo (ché dubito che ancora ve ne saranno), la Fallaci potrebbe venire dipinta alla stregua di un Gobineau, o forse di un Rosenberg. Ma ritengo più probabile che la Fallaci verrà dipinta come la Fallaci, ovvero un altro esemplare unico di stupidità razzista, delirio eurocentrico e ferocia bellicista.
Adesso la Fallaci si candida al martirio. Sono convinto che dalla sua vignetta su Maometto prossima ventura – annunciata come il compimento di una profezia – ella si attenda niente meno che una fatwa da parte di qualche imam. In tal caso sarebbe più dura per lei che non per Salman Rushdie. E’ noto che la mostruosa donna è divorata da un cancro. L’Oriana nazionale dunque non ha nulla da perdere. Essere in faccia alla morte è per lei motivo di presentarsi come angelo sterminatore. E’ l’occasione per santificare la propria esistenza. Per farne profezia. E’ il momento di compierla, quella profezia. Lei offre la sua vita (che è già nulla) al martirio. E in questo, ancora una volta, bluffa spudoratamente. Non ha nulla da perdere, e dunque nulla da mettere in gioco. Ha solo da guadagnare, da questa causa, una causa che si rivela per quel che è, la proiezione del suo narcisistico delirio di onnipotenza.
Auguriamoci che il cancro si affretti a fare il suo lavoro, e ce la porti via prima di avere Santa Oriana martire.
E allora mi tocca scriverlo ancora, per la terza volta, come una litania:
E' davvero giunta l'ora che te ne vada, Oriana. Che la tua bocca taccia per sempre, e cessi di vomitare odio. Ché adesso li vedi, i risultati che provoca l'odio: s'incarna nel corpo, ed è carne cattiva. Fa male odiare così tanto, fa male l'odio quando non nasce nell'amore ma nella separazione. Se almeno il tuo cancro fosse un segno. Se almeno potessi caricarti sulle spalle l'odio che hai proferito, quell'odio che ti sei fatta carico di restituire. Ma questo è un destino sacro, il destino di azazel. E tu non hai dignità di capro espiatorio. Del pharmakon, che è medicina e veleno insieme, tu non sei che la parte velenosa. E magari fosse che il veleno si esaurisse con te. Resterà, invece, come resteranno le parole che ti hanno attraversato, che tu hai fatto ostensorio della tua rabbia personale, che hai esibito con il tuo orgoglio schiumoso. In fondo non eri che una piccola particola del male, che nella poltiglia del male si dissolverà.
postato da alderano
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