Inno a Satana
Non ci si oppone al progresso. Specialmente se è quello delle tasche dei potenti. In Val di Susa chi si oppone al Verbo satanico – il treno fumante del progresso cantato da quel vecchio trombone del Carducci – viene pestato. Vecchi e donne inermi: a voi la razione di manganello. Arriva il vicequestore con la ruspa, Schiacciamoli tutti! Al suolo, chi quella terra la abita, schiacciarli è decisivo se si vuole difendere - come sempre si è fatto, del resto - i sovrapprofitti di speculatori e grande capitale alle spalle dello Stato e della collettività. E non invocare il principio di sovranità popolare e di partecipazione, non sarai mica un utopista?
(Per chi vuole approfondire - e prego tutti di farlo, è importante per capire in che schifo di mondo viviamo - c’è ottimo materiale sul sito di Legambiente della Val di Susa - in particolare questo documento, semplice e chiaro).
Poi c’è il solito forzaidiota (è il nuovo segretario dell’Udc) che, con il consueto disprezzo per il fatto, ammonisce la sinistra, Non bisogna confondere la protesta con la violenza. La violenza? Ma chi ha usato la violenza??? Per questo atteggiamento c’è forse un'altra parola se non negazionismo? Come di quelli che negano la realtà dell’Olocausto, il metodo è il medesimo, solo che questi sono negazionismi di regime, presentati ufficialmente sui mass media: la tv parla di scontri, Pisanu dice che non ci sono state cariche... Di fronte a questa vergogna si dispera di poter ancora usare le parole, la logica. Di fronte a questa vergogna resta l’azione. Il cuore in pace, caro Paperon Lunardi, non ce lo mettiamo. Quando il Potere dice che la violenza è quella di chi l’ha subita, ogni azione ne viene legittimata.
Viva la lotta per la libertà dei valsusini.
in nomine fratris dolcini.