Quando si dice 'fare l'indiano'...
Ho detto anch'io la mia sulla polemica che negli ultimi giorni infuria su Nazione Indiana. Pubblico qui ciò che ho scritto nei commenti all'ultimo intervento di Caliceti. Credo sia opportuno rilevare che la destinataria del mio intervento, Carla Benedetti, non mi ha risposto neppure stavolta.
Sinceramente, non so a chi dar ragione. Nel merito - ma prima di tutto nella Stimmung - mi sento con Moresco toto corde. Così come a suo tempo mi sono sentito d’accordo con l’intervento della Benedetti che scatenò tutto l’ormai mitico dibattito. Credo che oggi la letteratura, come ogni visionario, sia necessariamente ai margini. Che questa marginalità non vada accettata. Ma anche che si dovrebbe far leva proprio su questa marginalità (o 'minorità', nel senso notato in qualche commento). L'apologo di Scarpa sulla volpe e l'uva è magistrale.
Però direi alla Benedetti che, in questo caso, trovo il suo tono viziato da un certo moralismo. Il fatto che tu sia stata attaccata in passato, chetu abbia subito le vicissitudini che ben conosciamo – non mi pare che giustifichi il tono con cui ti sei è rivolta a Caliceti. Non sono d’accordo con lui, ma pure è una persona che fa, che agisce, che produce. Non merita, credo, di essere indicato come nemico.
Perdonami se adesso mi riferisco qui al mio particolare, ma lo faccio perché penso che le cose siano più complesse delle semplificazioni che a volte – tutti quanti – tendiamo a fare. Ché il mondo non è in bianco e nero. Tu parli di urgenza, di marginalità rispetto a un circuito letterario soffocante. Lo penso anch’io. La mia attività artistica principale, al momento, è musicale. E anche lì le cose stanno così. Siamo sicuri di fare davvero tutto ogni volta per cambiare le cose? Io non lo so. Tu lo sai? Ad esempio, io ti ho mandato due mail chiedendoti se potevo sottoporti il mio romanzo. Te lo chiedevo per la stima che nutro nei tuoi confronti, per quello che scrivi. Evidentemente non lo facevo per avere uno sbocco editoriale, ma per avere un parere di una persona che stimo. Non ho mai ricevuto risposta. Sono condannato a restare marginale anche per i marginali, evidentemente… Scrivo questo, cara Carla, non perché tu mi debba qualcosa – anzi, io ti ho invaso la casella postale. Lo scrivo invece perché ognuno di noi potrebbe fare delle cose che invece non fa, e fa cose che non dovrebbe fare – me compreso. E non mi pare giusto che un Caliceti diventi il capro espiatorio di un serrate le fila. Le fila dovrebbero essere già serrate. Con immutata stima.
postato da alderano
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