Portare al linguaggio un vissuto è, ogni volta, un miracolo.
Scrivere è un atto resistente nella misura in cui esso è mostrarsi, e non essere mostrati. Resistere alla chiacchiera spettacolare - ciò che si può dire anche: resistere al movimento che ci rinchiude, che ci costringe nell'ideologia - ovvero nel discorso sull'idea, che si chiude a tenaglia sull'idea, dunque il discorso che la cela. Lo spettacolo, ovvero vivere nell'incapacità di portare al linguaggio ciò che si vive.
La narrazione - mettere in figura il vivere, farne costellazione di miracoli - ha dunque la sua specifica qualità resistenziale: in quanto porta al linguaggio un vissuto - l'esperienza. E soprattutto nella misura in cui mostra l'esistenza comune, la comunità di esseri qualunque - che sono qualunque nel porsi fuori da ogni appartenenza, da ogni identità. Nudità. Corpi esposti. Contagi. Fare i conti col contagio - conti che non tornano mai.