Lavorare Uccide
Fino a ieri a rivederne le bozze, e stamani va in stampa. Uscirà nella seconda metà di aprile, ancora la data esatta non la so. Nella collana FuturoPassato di Bur, come Lager italiani. La copertina è forte, la stessa impostazione grafica di sempre ma con fondo bianco e scritte nere. Ricora un po' certe collane del Saggiatore degli anni sessanta, per dire. Per celebrare (soprattutto il fatto che adesso, per qualche giorno, mi darò all'ozio più completo - tranne la mattina a scuola, s'intende) riporto la nota della quarta di copertina che ha fatto Roberta, la editor con la quale ci siamo sfiancati in un lungo corpo a corpo...
Negli ultimi anni le vittime per incidenti sul lavoro sono state più di quelle occidentali in Iraq. Peggio di una guerra. "Morti bianche", senza voce, relegate a poche righe sui giornali, miseri loculi anagrafici. Per queste vittime del silenzio, della negligenza e della distrazione, Marco Rovelli intraprende un viaggio che tocca ogni angolo del Paese, in cui restituisce un volto e una dignità a chi è morto e una voce al dolore, alla rabbia, all’impotenza di chi è rimasto.
Lavorare uccide si addentra nelle logiche più feroci della produzione e del profitto: dal just in time al perverso labirinto di appalti e subappalti, dalla crisi dei sindacati all’omertà dei colleghi, dalle norme di sicurezza ignorate a una giustizia che troppo spesso non è fatta.
Attraverso storie, testimonianze e dati, un’inchiesta appassionata e atipica che ci aiuta a capire per quali barbari meccanismi la vita di un uomo vale solo pochi euro, e quanta strada resta ancora da fare per mettere fine a questa vergogna.
postato da alderano
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