del resto è così che ci si prende

 

“Il poeta produce il bello con l’attenzione fissata su qualcosa di reale. Lo stesso avviene con l’atto d’amore. Sapere che quest’uomo, che ha fame e sete, esiste veramente come me, questo basta, il resto viene da sé” (Simone Weil) “L'anarchia viene dal di dentro. Non c'è un modello di anarchia, né alcuna definizione. Definire, vuol dire confessarsi battuti in partenza. Definire, vuol dire fermare il treno nella notte quando devia sullo scambio. Tanto vale ammettere che si ha fretta di farla finita con la comprensione dell'avvenimento. Proprio per la sua inattitudine di fondo a non saper definire niente, l'uomo scalpita nelle obiezioni e nella filosofia” (Léo Ferrè)

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lunedì, 03 marzo 2008

 

Astenersi, astenersi, astenersi. Contro la casta di Massa.

Se il sistema della casta politica si autoperpetua, con cooptazioni e corse al centro del bagnasciuga, non resta che tornare alla politica, quella fatta di conflitti. L'unico fattore di realtà accaduto negli ultimi anni sono state le lotte locali, dalla val di Susa a Vicenza, da Scanzano a Melfi. Solo che manca un collegamento tra questi fuochi, necessari ma non sufficienti, e ne guadagna il vento dell'antipolitica. Il disgusto che senti in giro, il disinteresse sempre più esteso tra i ragazzi che verifico a scuola, la perdita di qualsiasi senso storico, un cinismo devastante. E questo grazie alla generazione, alle generazioni che li hanno preceduti, che non hanno saputo offrirgli alcuna prospettiva. Con la sua corsa al centro, adesso, il Partito democratico rischia di non perdere con clamore (non dico di vincere, mi pare troppo, ma il fatto stesso che sia possibile pensare una sfida non già persa in partenza è già tanto) - ma di certo riduce lo spazio di praticabilità di prospettive altre, ovvero l'unica cosa di cui adesso ci sarebbe bisogno, da un punto di vista culturale ed etico. Quelli come noi si troveranno a decidere se andare a votare o meno, e io temo che lo farò, per la mia solita coscienza di riduzione del danno, e perchè stavolta gli arcobalenisti, a livello nazionale, non hanno una prospettiva di governo come la scorsa volta.

Allora, in questa asfissia, dicevo, si dovrebbe ripartire dal locale. Poi ti guardi intorno, e il mio dintorno è l'Apuania, e trovi una wasteland. Trovi che gli arcobalenisti hanno deciso di candidare il penultimo sindaco, Pucci, un diessino che ha governato con gli stessi sistemi nefasti propri del suo orribile successore democristiano che più democristiano non si può, tal Neri, che ha fatto del comune un bivacco di manipoli. Pucci meglio di Neri, sì. Ma nei fatti gli ha aperto la strada. Governando senza uno straccio di piano strutturale (il che significa, il territorio ce lo gestiamo brano a brano, senza una visione d'insieme, e brano a brano significa farlo a pezzi, così com'è avvenuto), privatizzando i servizi, mettendo in cantiere la devastazione del centro cittadino con un parcheggio in project financing, nessuna prospettiva seria di sviluppo, una politica culturale inesistente (anzi peggio). Neri si è inserito in questo solco con i suoi manipoli, e la città è stata consegnata mani e piedi alle lobby immobiliari. Si costruisce che è un piacere, da queste parti, il territorio è saturato ma spuntano sempre, magicamente, nuovi appezzamenti per fare bellissime speculazioni.

Ora, in tutto questo, gli arcobalenisti hanno pensato di tornare al vecchio. Eppure mesi fa alcune persone di sinistra, in città, si erano autoconvocate, per costruire insieme un percorso diverso, per costruire dal basso un programma, un percorso che individuasse un candidato che ponesse mano a tutte queste vergogne. La casta arcobalena, invece di prenderla come una risorsa, di pensare che tutta quella gente che aveva risposto all'appello poteva essere una linfa vitale per una politica asfittica, rinchiusa nelle sue stanze, senza più nemmeno strutture di partito che vivano come una volta - ha visto questi autoconvocati come una minaccia alle loro logiche politiciste, tutte chiuse nei loro calcoletti di stanze e di palazzo. Nessuna prospettiva nuova, nessuna diversità, solo una legittimazione di percorsi già sconfitti.

Io, in questo locale, stavolta non mi sogno proprio di andare al voto, legittimando queste classi dirigenti che dovrebbero essere spazzate via, che sono responsabili di ciò che sarà Massa nei prossimi anni. Astenersi, astenersi, astenersi.


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