cirque de la solitude

 

“Il poeta produce il bello con l’attenzione fissata su qualcosa di reale. Lo stesso avviene con l’atto d’amore. Sapere che quest’uomo, che ha fame e sete, esiste veramente come me, questo basta, il resto viene da sé” (Simone Weil) “L'anarchia viene dal di dentro. Non c'è un modello di anarchia, né alcuna definizione. Definire, vuol dire confessarsi battuti in partenza. Definire, vuol dire fermare il treno nella notte quando devia sullo scambio. Tanto vale ammettere che si ha fretta di farla finita con la comprensione dell'avvenimento. Proprio per la sua inattitudine di fondo a non saper definire niente, l'uomo scalpita nelle obiezioni e nella filosofia” (Léo Ferrè)

QUANTO ALLA MUSICA, CI SONO IL MYSPACE E IL BLOG SBANDATI il 23 luglio esordio/anteprima di LibertAria al festival UrlaPadula a Carrara


domenica, 15 luglio 2007

 

mercoledì, luglio 04, 2007

 

In margine al viaggio.


Continuo, ancora, il mio viaggio in Italia a sentire le storie di migranti espropriati di sé. Le sento, poi ne faccio racconto. Sono io a raccontarle. E' la mia voce, con la sua grana, che si fa sentire. Ma - mi pongo domande continue, più facilmente in treno, di ritorno - questo forse è un esproprio ulteriore? Non lo credo. Sono io che parlo, sì, è la mia voce che si sente, si articola (dunque: non gli dò voce); ma io che parlo sono parlato – attraversato dalla voce delle “vittime”. E questo che cosa significa? Significa raccontare la storia del mio corpo inciso dai colpi delle non-più-vittime. Dai colpi degli immortali, come scrive Badiou nel suo libretto sull'Etica. . Io non sono l’Uomo bianco e buono che si china sulla vittima, quella vittima che si offre a buon mercato alla pietà del salvatore (se così fosse, preferirei che i miei libri bruciassero): quello che racconto è il mio divenir-nero. E raccontando il mio divenir-nero, le non-più-vittime risplendono, trasfigurate, ché loro sono la natura che si è innalzata sopra l’umano ogni volta che hanno resistito ai colpi dell’ignominia, parando colpo su colpo, e ogni colpo lo hanno restituito.

Si tratta, in fine, di riconoscersi come infiniti: agli antipodi dallo stupore del selvaggio, riconoscersi gli stessi, presi nel medesimo, infinito mondo (differente: e medesimo perché differente).


postato da alderano 23:35 commenti (9)


lunedì, luglio 02, 2007

 

Lo Zen e il cursore del mouse.

Negli ultimi giorni ho scoperto che esiste un sito di giochi online, e ho preso a fissarmi sul Puntatore, gioco a cui vi invito, e il cui indirizzo potrete trovare nel corpo di questo testicolo che ho pubblicato su Nazione Indiana.


postato da alderano 12:09 commenti (8)


martedì, giugno 26, 2007

 

LEGGERE STELLE

(canzone)

 

Declina la vita    Come un angelo dal cielo

S’inclina la vita    Verso il vero

E s’alza la vita     Come un angelo ribelle

Ora ch’è finita    Usciamo a riveder le stelle

 

Discendo il sentiero     Per il crinale del monte

M’inoltro nel pensiero    All’orizzonte

S’inerpica il sentiero    E trasuda la mia pelle

Termina il pensiero    Esco a riveder le stelle

 

Stelle da leggere   Stelle da perdere

Stelle da guardare    Stelle da respirare

Stelle da ridere    Da far esplodere

Stelle da stringere    Stelle da piangere

Stelle da leggere come un libro aperto

Un libro da mettere sul cuore

Sono impronunciabili e leggere le parole

Per sparire senza far rumore

 

Rifiorisce il giorno    Luce tutta intorno a me

Rifiorisce il giorno     Senza un perché

Rifiorisce il giorno     E ridiamo a crepapelle

Ci guardiamo attorno    Solo stelle

 

Stelle da leggere....

 

Rifiorisce il giorno....

 

Stelle da leggere...

 

Stelle calde    Stelle vere

Stelle rosse    Stelle nere

Stelle bianche    Stelle fredde

Stelle in cielo    Senza stelle

 

Arrivare a vedere le stelle dal punto di vista dello spazio vuoto


postato da alderano 18:30 commenti (33)


mercoledì, giugno 20, 2007

 
Giovani morti e Giovanardi vivi.

Il 20 gennaio 2006 scrivevo:

- - - Quando Patrizia Aldrovandi ha messo il suo blog per dire dell’omicidio che un branco di poliziotti aveva commesso nei confronti dei suoi figlio Federico, forse era solo la risorsa della disperazione. Forse non si aspettava questo riscontro. Invece, grazie alla potenza orizzontale della rete, il caso è arrivato in Parlamento. Dove il ministro Giovanardi ha risposto a un’interpellanza con vere e proprie menzogne, affermazioni già smentite dai fatti, tese solo a coprire, per l’ennesima volta, la violenza della polizia, che gode di un’impunità totale.

La sera stessa in cui il blog su Federico era venuto alla luce avevo telefonato a Haidi, la mamma di Carlo Giuliani, per informarla dell’accaduto. Il fatto si inscriveva in una costellazione ben precisa: la mattina seguente, a Genova, ci sarebbe stato l’ultimo appello (poi posticipato di dieci giorni) per riaprire il caso di Marcello Lonzi, massacrato nel carcere di Livorno a suon di calci e pugni – e i poliziotti hanno fatto a coprirsi l’uno con l’altro, e Marcello Lonzi è morto per una caduta. Adesso Haidi ha scritto una lettera a Cinzia. E’ bella, questa lettera, commovente. E poi scrive, tra l’altro: “I manganellatori di Genova mi hanno spesso ricordato il militare che ha ucciso Francesco Lorusso, nel '77 a Bologna. Ad un giornalista che gli chiedeva perché avesse sparato agli studenti: «Te lo posso dire - ha risposto - tanto so che non mi faranno niente: ridevano di noi»”. - - -

Oggi, dopo una lunga battaglia di verità, sono stati rinviati a giudizio quattro poliziotti per omicidio colposo.

PS - Vedo solo adesso, mentre rileggo, che a farsi voce di queste menzogne fu proprio, guarda caso, Giovanardi. Proprio quello che, qualche sera, mi diceva che le mie sui CPT sono menzogne, che mi dava del cialtrone. Proprio lui.


postato da alderano 21:54 commenti (6)


venerdì, giugno 15, 2007

 
Che bello, sono anch'io un terrorista.

Se volete farvi due risate, questa sera, alle 21,10, su Odeon Tv potrete vedermi nella trasmissione "Virus", condotta da Gianfranco Funari, litigare bellamente con Carlo Giovanardi. Un uomo che lo vedi scendere le scale per entrare nello studio e pensi, Questo è l'incedere altezzoso e sprezzante del potente. A margine potrete pure vedere la vice-sindaca leghista di Lampedusa (dio ce ne scampi), mentre non vedrete il parlamentare di Rifondazione Acerbi, che non si è presentato (i compagni si vedono nel momento del bisogno). Litigare, ho detto: ma si tratta, in realtà, di difendersi. Ché quando cominci a parlare a dire le tue verità intrattabili, allora la tua voce viene coperta e si alzano le grida, Menzogna, Cialtrone, Follia. E poi, a glorioso suggello, pure l'epiteto di Terrorista. Sarò narcisista, ma un po' ne vado fiero. Epiteto, peraltro, che ho restituito al Giovanardi quando afferma che decine e decine di milioni di persone sono pronte a venire in Italia, che non aspettano altro. Questo sì che è terrorismo vero. Ma ciò che non potrete vedere è che nel fuori onda precedente (ancora: la verità sta sempre nell'osceno) Giovanardi mi dice, Ma la tua è follia, Ci sono duecento milioni di persone nel mondo pronte a venire in Italia. Davvero? rispondo, Mi può indicare le fonti, sarei davvero curioso. Ah, le fonti ci sono!, è noto... Poi cambia discorso. Evidentemente ci pensa su, poi, rendendosi conto che era davvero troppo grossa, abbassa il tiro. Ma sempre di parole a caso si trattava.
Però, almeno, ho scoperto che Funari è un'ottima persona. Simpatica, aperta, spontanea. E poi, dal modo in cui ha condotto, ma anche dal colloquio che abbiamo avuto, si capiva che stava dalla mia parte. E far star zitto Giovanardi per lasciar parlare il sottoscritto, non è cosa da poco.
postato da alderano
12:42 commenti (13)


martedì, giugno 12, 2007

 

La ciurma della Marina.


Oggi Yusuf, un ragazzo senegalese, mi raccontava della sua Dakar, dell’ospitalità che là è regola sacra. Ecco, non deve essere lontana da Cagliari. O meglio, da una sua parte, quella più viva, attiva, creativa. Non ero mai stato in Sardegna, ma adesso grazie ai ragazzi di Chourmo conto di tornarci più e più volte. I quattro giorni spesi “con” il festival Marina Café Noir sono stati di reti tese ed allacciate. Reti di sguardi e di parole, di accoglienza e di cura. Un festival come MCN – quest’anno dedicato a “Eroi, migranti, pirati” – meriterebbe di essere conosciuto di più. Per la sua capacità immaginativa, per la sua forza creativa. Per la voglia di fare dei ragazzi che si spendono gambe e braccia. Ma forse no, forse è bene che MCN rimanga così, che non faccia il “salto di qualità”, rischiando di diventare una cosa troppo simile ai grandi baracconi festivalieri, ingessati in ritualità di vari potentati, festival senz'anima. La forza di MCN sta proprio in questa informalità che ti fa uno dei suoi. Una famiglia, o una gang. Lì, nel quartiere centrale della Marina, dove vivono fianco a fianco diverse comunità migranti (cinesi, maghrebini, subsahariani, bengalesi), si lavora per dar vita, e nervo, alla città.

Personalmente, ne sono uscito con qualche nuovo progetto. Ho fatto una reading/concerto, mettendo in piedi a distanza, e in tre quattr’ore di prove, tre canzoni con lo straordinario quartetto dei Musica Ex Machina, tastiere tromba basso batteria. Sante Caserio, una Ballata dell’emigrazione sincopata, con un incedere a tratti waitsiano, e una mia nuova composizione, Fuochi sulla montagna, che con mia grande soddisfazione è stata accolta benissimo. Ecco, con i MEM è possibile che continueremo questo rapporto a distanza (ché io di rapporti a distanza me ne intendo…). Canti rivisitati, con una furia nuova. Poi ho incontrato due dei Wu Ming, e Marco Philopat, e con loro ci scapperà una collaborazione, un paio di testi in “scrittura collettiva” (anzi, Wu Ming 5, Riccardo Pedrini, ha detto di avere già il riff giusto…).

Unico rammarico, aver dovuto perdere la fiesta final, ché lunedì mattina mi toccava essere nuovamente in Apuania per gli scrutini finali…

Alla prossima, compagni della ciurma!


postato da alderano 20:40 commenti (6)


mercoledì, giugno 06, 2007

 
Da oggi sono in Sardegna, per questo festival letterario: Marina Café Noir. Venerdì sera farò un reading/concerto insieme alla band Musica Ex Machina, e - tra una lettura e l'altra - presenterò anche una mia nuova canzone. Per la mia nuova vita musicale.
Intanto, ieri è uscito sul manifesto un bel pezzo di Laura Pugno su I Persecutori (e in generale sull'attività di Transeuropa). Lo riporto di seguito, e segnalo anche il pezzo di Silvio Bernelli sul Primo Amore,
qui.

Paesaggi frammentati di ordinario sacrificio
Nel segno del pensiero di René Girard l'antologia di racconti «I persecutori», manifesto programmatico della rinnovata casa editrice Transeuropa

Si intitola I persecutori. Racconti (di desideri e di rivalità) quella che si propone come l'antologia programmatica della rinnovata casa editrice Transeuropa, trasferita a Massa dall'originaria sede di Ancona e affidata alla nuova gestione di Giulio Milani e di Marco Rovelli. Ne fanno parte, oltre agli stessi Milani e Rovelli che ne sono anche i curatori, diciassette autori di diversa età, fama e trascorsi letterari: Christian Raimo, Gianni Biondillo, Davide Bregola, Jacopo Masini, Valerio Evangelisti, Francesco Forlani, Carlo D'Amicis, Giuseppe Casa, Helena Janeczek, Franz Kauspenhaar, Ivan Carozzi, Matteo De Simone, Nicola Montenz, Omar Cerchierini, Francesco Longo, Giorgio Vasta e Tommaso Ottonieri.
Orfana di Tondelli, autore-icona di una generazione amorevolmente «conservato» nel nome della società alle spalle di questa impresa editoriale, la Pier Vittorio e Associati, Transeuropa cerca nuovi padri e non ne fa mistero, anzi, affida questa ricerca a dichiarazioni di intenti: se la collana in cui esce questa antologia, Narratori delle riserve, è un non celato omaggio a Gianni Celati e alle sue Pianure, assai più dell'autore di Fata Morgana pesa in questa contabilità emotiva e intellettuale la figura di René Girard. (Ci sono, del resto, anche modi ironici per «uccidere il padre»: se Tondelli ha legato il suo nome, oltre che ai suoi libri, all'antologia di giovani scrittori Under 25 - coniando un format - Transeuropa vara adesso un analogo progetto per scrittori esordienti Over 65.)
All'autore della Violenza e il sacro, di cui molti testi, tra cui Delle cose nascoste sin dalla fondazione del mondo e Il capro espiatorio, sono state pubblicati in Italia a partire dagli anni Ottanta da Adelphi (disseminando presenze anche nel catalogo, tra gli altri, di Raffaello Cortina), Transeuropa 2.0 dedica infatti non una ma due collane: la «Girardiana», dedicata alla pubblicazione dei testi dell'antropologo-filosofo ancora inediti in Italia, a cura di Pierpaolo Antonello e di Giuseppe Fornari, e la serie di saggistica «La realtà umana», che della prima condivide curatele e ispirazione teorica.
Il nocciolo duro del pensiero di René Girard, «ovvero il fatto che quasi tutte le società umane siano nate fondandosi sul sacrificio, su riti sacrificali e su miti sacrificali», e che il sacrificio sia stato «necessario agli uomini per scaricare sulle vittime designate, sui capri espiatori, le tensioni conflittuali della società, determinate proprio dalla natura mimetica, rivalitaria del desiderio», come riassume Milani nella prefazione dei Persecutori, viene così riconvertito in brandelli di narrazione, invertendo alchemicamente nel corpo della letteratura il procedimento di esplorazione che portò il saggista avignonese, ai primi sviluppi del suo pensiero nel 1961, a occuparsi proprio di scrittura in Menzogna romantica e verità romanzesca (Bompiani, 2002).
Il progetto «a tesi», ma volutamente non «a movimento» dei Racconti di desiderio e rivalità ricorda, anche se in forme più mappate ed esplicite, La qualità dell'aria, Storie di questo tempo, l'antologia che uscì tre anni fa per Minimum Fax, a cura di Christian Raimo e Nicola Lagioia, e forse non è un caso che sia proprio Raimo a firmare il primo dei «racconti manifesto» che aprono i Persecutori: una rivalità a due che diventa amore a tre sullo sfondo dei funerali di Giovanni Falcone.
Perché la risposta alla domanda su «chi sentiva la necessità» di questo progetto, domanda che anche i curatori esplicitamente si pongono, è proprio nel dire: il capro espiatorio non è lontano, basta aprire gli occhi, accendere la televisione, premere il tasto «scatta foto» sul cellulare per trovarlo. Non a caso, in un altro «racconto manifesto» Gianni Biondillo affida a una pluralità di voci il racconto di un fatto di cronaca dello scorso novembre, l'aggressione a un ragazzo down da parte di alcuni compagni di classe in una scuola di Torino, filmata col telefonino e poi diffusa su Internet.
Così si affollano in queste pagine il prigioniero diretto a Guantanamo e messo in scena nella sua umiliazione fisica da Valerio Evangelisti, i migranti/immigrati rumeni e zingari di Marco Rovelli e Giuseppe Casa, l'archetipo del lupo mannaro di Nicola Montenz, i mutilati della Croazia narrati per frammenti - per tagli - da Giorgio Vasta, e nel racconto di Helena Janeczek, il più bello del libro, Anna Politkovskaja, «mother of two ... morta a Mosca, il 7.10.2006, davanti a casa sua quasi fosse in Cecenia». I compensi dell'antologia previsti come royalties verranno devoluti all'onlus Naga, associazione volontaria di assistenza sociosanitaria e per i diritti di stranieri e nomadi.

postato da alderano 10:28 commenti (2)


venerdì, giugno 01, 2007

 
Cantar maggio, un anno dopo.

Su Nazione Indiana, ho postato, aggiornato, ciò che scrissi lo scorso anno in margine al cantar maggio di Pracchia. Sabato, 2 giugno, ore 17. Qui.
postato da alderano
18:20 commenti (3)

postato da alderano 12:15 commenti  
 


ARCHIVIO
oggi
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003

 


LINK
- - MARCOROVELLI & SBANDATI - il Myspace musicale
- - SBANDATI - IL MIO BLOG MUSICALE
- corpo esposto - il libro di poesie
- Lager Italiani - il blog del libro
- Sacrifici: il lavoro su Bataille -
- una vita - il mio spettacolo di canti popolari
Il blog acceso di Tereso
il blog antirazzista di Sherif
il blog bandito di LoSca
il blog cantautorale di Alessio Lega
Il blog critico della Lipperini
Il blog curante di Pistorius
Il blog dialogico di Minimokarma
Il blog filosofia di Azioneparallela
Il blog grouchomarxista di Pralina
Il blog intensivo di Emilio Millepiani
Il blog interrogante di sestoempirico
Il blog libero di Stampa Alternativa
il blog libertario di Sahishin
Il blog montaggio di Franz Krauspenhaar
il blog musicale di Luca Barachetti
Il blog narrante di Nazione Indiana
il blog poetico di Francesco Marotta
Il blog pre.ludico di Aitan
il blog presepe di Nicolò La Rocca
il blog ristoro di Daniele Greco
Il blog sovraesposto di Georgiamada
il blog vinoso di Stefano Calosso
Il bollettino di Giulio Mozzi
Il giornale di letteratura di Giuseppe Genna
Il giornale immaginario di Valerio Evangelisti
il sito Primo Amore
Il sito su Horst Fantazzini
Indymedia
la mia "voce" su wikipedia

 


COUNTER
visitato *loading* volte