Un incanto nuovo.
Ci s'incanta, a volte. Ma c'è incanto e incanto, e a dividerli è la stessa, sottile, fragile soglia che separa stupore e stupidità. C'è l'incanto che ha il canto dentro, dove tutto scivola nel canto, e lì si scioglie in un flusso sempre nuovo, e si diparte la danza, la lieve danza che tiene accordati al piolo dell'attimo. E c'è l'incanto che s'incastra nel rumore, nell'inarticolato di Nembrotte, e porta dritti giù, nei ghiacci di Caina, con tutto il peso dei ricordi addosso, e non c'è più canto, ma solo eterna ripetizione dello stesso dolore.
Io, qui, ora, torno a cantare.
postato da alderano
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